
Inizio a scrivere poi la penna fa presto.
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Con il viso pieno di disgusto, con estrema riluttanza si servì del coltello per un primo contatto con quel corpo morto. Non era la prima volta ma la smorfia di disprezzo non era invecchiata con l’esperienza. Sapeva che doveva farlo, sapeva che era giusto, aveva ricevuto un’educazione ferrea al riguardo. Le venne in mente la prima volta, qualche anno fa o forse di più,quel giorno in cui si mise a piangere e urlare. Solo in quella occasione le venne concesso di non continuare oltre. Ora però si trovava ad affrontare ancora una volta le sue paure e quell’angoscia che gli pesava sullo stomaco. Il coltello tastò la faccia superficiale e con un gesto istantaneo l’incisione la divise in due. Esaminò attentamente i bordi per scoprire qualche imperfezione, qualche lieve cambiamento di colore. La concentrazione dimostrava quanto fosse avezza a quel genere di controlli, erano una routine ma effettuata con la massima diligenza.
Ancora un po’ di incertezza finchè una voce non troppo gioviale le dette lo stimolo:
“Possibile che devi fare così tante storie per mangiare una fettina di carne?”
dedicato to my Sister