
Inizio a scrivere poi la penna fa presto.
angolo di discussione genovese
caro televip
costruisco scale per i tuoi castelli in aria
COWA
Fabio alias danny
io, Jaco
La sala da the
Le parole di Alberto Terrile
mail me
Marco e Laura
Moleskine
Piccoli Annunci
salto nel vuoto
SkINkAPE.Tk
Visioni binarie
WOOWland
*loading*
Un po’ mi manca l’aria che tirava
O semplicemente la tua bianca schiena..nananana
E quell’orologio non girava
Stava fermo sempre da mattina a sera.
come me lui ti fissava
Io non piango mai per te
Non farò niente di simile...nononono
Si, lo ammetto, un po’ ti penso
Ma mi scanso
Non mi tocchi più
Solo che pensavo a quanto è inutile farneticare
E credere di stare bene quando è inverno e te
Togli le tue mani calde
Non mi abbracci e mi ripeti che son grande,
mi ricordi che rivivo in tante cose...nananana
Case, libri, auto, viaggi, fogli di giornale
Che anche se non valgo niente perlomeno a te
Ti permetto di sognare
E se hai voglia, di lasciarti camminare
Scusa, sai, non ti vorrei mai disturbare
Ma vuoi dirmi come questo può finire?
Non melo so spiegare
Io no me lo so spiegare
La notte fonda e la luna piena
Ci offrivano da dono solo l’atmosfera
Ma l’amavo e l’amo ancora
Ogni dettaglio è aria che mi manca
E se sto così..sarà la primavera..
Ma non regge più la scusa...
Solo che pensavo a quanto è inutile farneticare
E credere di stare bene quando è inverno e te
Togli le tue mani calde
Non mi abbracci e mi ripeti che son grande,
mi ricordi che rivivo in tante cose...nananana
Case, libri, auto, viaggi, fogli di giornale
Che anche se non valgo niente perlomeno a te
Ti permetto di sognare..
Solo che pensavo a quanto è inutile farneticare
E credere di stare bene quando è inverno e te
Togli le tue mani calde
Non mi abbracci e mi ripeti che son grande,
mi ricordi che rivivo in tante cose...nananana
Case, libri, auto, viaggi, fogli di giornale
Che anche se non valgo niente perlomeno a te
Ti permetto di sognare
E se hai voglia, di lasciarti camminare
Scusa, sai, non ti vorrei mai disturbare
Ma vuoi dirmi come questo può finire?
Lieta incoerenza
Irrimediabilmente perfetto
e ad un passo,
il sogno di una vita.
Ma senti mancare il cuore,
lo stesso cuore,
che tanto ti fa sperare.
E ti accorgi sorridendo,
di lieta incoerenza,
che alla perfezione manca un passo.
Scrivo solo io in questo blog?
Vabbè, è con grande confusione che annuncio..
domani sera, venerdì 19 marzo Fitzgaraldo (non ho mai capito come si scrive) ore 21 credo, i "Meggiü che ninte" (io incluso) qualficati all'ennesimo turno di questo concorso, si esibiranno "live". Siete tutti invitati.
Uff..non capisco più cosa devo suonare, ho in testa talmente tanti pezzi tra i Ca'mon e i Meggiü..non sò come finirà.
Capitolo VII La conclusione “Mi stanno guardando, questo qua davanti ha persino paura di me> <Con la consapevolezza di essere osservato potevo dare il meglio> Lasciò la pallina proprio davanti l’ultimo difensore, poco prima di essersi spostato sulla sinistra per evitarlo, e la raccolse di nuovo dietro al ragazzo sorpreso dal come quella pallina gli fosse passata in mezzo alle gambe e lui alla sua destra. <Il portiere a quel punto uscì veloce verso di me, a quel punto dopo tutto quello scatto in apnea, mi rimanevano poche forze, così con esse alzai il bastone all’indietro per caricare il tiro - “potrei scartarlo” - E con la stessa foga con cui rubai la pallina, scartai DUE uomini..si quella stessa foga colpì la pallina...nella parte superiore> Per una strana legge della fisica la pallina colpita con quella forza sopra, produce un rimbalzo verso l’alto. <Vidi uscire la mia conclusione alla sinistra del portiere sopra la sua gamba> “……” Non ci poteva credere, tutto quel impegno, davanti all’area, prima dell’inizio, durante la partita. Aveva prodotto un risultato negativo per lui. Non durò molto lo sconforto. <Con le mani nei capelli non avevo la forza per girarmi verso la gente e i compagni. Solo dopo le voci e il molteplice battere delle mani mi voltai, e tutto quello che avevo costruito poco prima non era distrutto. Ero lì, e ogni persona che mi applaudì aveva visto tutto, e per loro ero qualcuno, per tutti quelli che lo dimostrano e me lo dimostreranno sarò qualcuno.> Il sorriso usci dalle sue labbra, per la consapevolezza dell’esserci. ..e una voce “non nota” tagliò il campo…. “AVEVO DETTO “IN DUE SUL
Capitolo VI In DUE sul 14 Davanti a se solo un uomo e il portiere, “Sento le imperfezioni della palla sul bastone, una voce “non nota” grida da lontano “In due sul 14!!!”. Si riferisce a me?” Sapeva che si riferiva a lui tutta quella attenzione, ma solo in quel momento chiarì l’importanza, amplificata dal fatto che quella voce non era nota. A volte ci si rende conto della propria esistenza quando essa influisce positivamente o negativamente sugli altri. Poco importa come sarebbe finita l’azione, se dopo aver scartato l’uomo, avrebbe insaccato un bel gol. Era un ragazzo indeciso, non sapeva quanto valeva, dava tutto se stesso sul campo, e il campo stesso gli ricambiò il favore dandogli un’occasione. Si sentì addosso centinaia di occhi, pronti a vedere cosa avrebbe fatto a quel punto, non aveva compagni da servire, quella volta era solo lui e un povero ragazzo di provincia a dividerlo dal portiere, raggiunto proprio sulla linea dell’area, non cercò neppure di cambiare direzione, puntò dritto a lui (cosa sconsigliata). La pallina che aveva rotolato appiccicata nel bastone lasciò lo stesso per la prima volta.