Inizio a scrivere poi la penna fa presto.

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trilli

si ringrazia per la preziosa collaborazione camì, autrice dei disegni e di molto altro

si sono persi in

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mercoledì, aprile 28, 2004
Maestro Uragano Ora...

Maestro Uragano

Ora che è passato
-celeste e dolce-
quell'Uragano,
vivo di rinnovata quiete.
Nostalgia del vento
riempirà le mie narici;
ma, sorridendo,
darò dovuto onore
ai saggi resti di vita
che il turbine ha reso.
Guardo avanti,
correnti ai fianchi,
con braccio teso indietro.
Non ricostruirò:
nessuno ha perduto.
Abbiamo appreso
-da insolito Maestro-
di poter ambire
a qualcosa di Eterno.



















Postato da: momatrix a 11:16 | link | commenti (2) |

venerdì, aprile 23, 2004
    &n...

e io il primo non sarò a Genova... sigh

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Postato da: Mullmuzzler a 08:35 | link | commenti (6) |

giovedì, aprile 22, 2004
  Quelli incan...

 

Quelli incantevoli legami con l’umanità vengono spezzati. Siamo destinati alla solitudine, mentre i nostri figli vivono ancora. Ci viene negata l’unica cosa che potrebbe sanarci e aiutarci, che potrebbe portare balsamo al cuore ferito, e pace all’anima sofferente.

 

E a tutto ciò va aggiunto il crudele e duro fatto che, con le tue azioni e con il tuo silenzio, con quello che tu hai fatto e con quello che hai lasciato non fatto, hai reso ogni giorno della mia lunga prigionia ancora più difficile da superare. Con il tuo comportamento hai cambiato persino il pane e l’acqua del vitto da prigioniero. Mi hai reso amaro il primo e salmastra l’altra. Il dolore che avresti dovuto condividere lo hai raddoppiato, il dolore che avresti dovuto alleggerire lo hai rafforzato tanto da trasformarlo in angoscia. Non ho dubbi che tu non intendessi farlo. Si trattava semplicemente dell’unico difetto davvero fatale del tuo carattere, la tua completa mancanza di immaginazione.

 

Oscar Wilde

Postato da: Mullmuzzler a 18:09 | link | commenti |

mercoledì, aprile 21, 2004
ehehehehehe alla fac...

ehehehehehe alla faccia del brutto tempo...

Postato da: Mullmuzzler a 15:10 | link | commenti (7) |

FAREWELL
E sorrid...

FAREWELL
E sorridevi, e sapevi sorridere,
coi tuoi vent'anni portati così,
come si porta un maglione sformato su un paio di jeans;
come si sente la voglia di vivere
che scoppia un giorno e non spieghi il perché:
un pensiero cullato o un amore che è nato e non sai che cos'è.
Giorni lunghi tra ieri e domani, giorni strani,
giorni a chiedersi tutto cos'era, vedersi ogni sera;
ogni sera passare su a prenderti
con quel mio buffo montone orientale,
ogni sera là, a passo di danza, salire le scale
e sentire i tuoi passi che arrivano,
il ticchettare del tuo buonumore,
quando aprivi la porta il sorriso ogni volta mi entrava nel cuore.
Poi giù al bar dove ci si ritrova, nostra alcova,
era tanto potere parlarci, giocare a guardarci,
fra gli amici che ridono e suonano,
attorno ai tavoli pieni di vino,
religione del tirare tardi e aspettare mattino;
e una notte lasciasti portarti via,
solo la nebbia e noi due in sentinella,
la città addormentata non era mai stata così tanto bella.
Era facile vivere allora, ogni ora,
chitarre e lampi di storie fugaci, di amori rapaci,
e ogni notte inventarsi una fantasia,
da bravi figli dell'epoca nuova,
ogni notte sembravi chiamare la vita a una prova.
Ma stupiti e felici scoprimmo che
era nato qualcosa più in fondo,
ci sembrava di avere trovato la chiave segreta del mondo.
Non fu facile volersi bene, restare assieme
o pensare d'avere un domani, restare lontani;
tutti e due a immaginarsi: "Con chi sarà?"
In ogni cosa un pensiero costante,
un ricordo lucente e durissimo, come il diamante,
e a ogni passo lasciare portarci via
da un'emozione non piena, non colta:
rivedersi era come rinascere ancora una volta.
Ma ogni storia ha la stessa illusione, sua conclusione,
e il peccato fu creder speciale una storia normale.
Ora il tempo ci usura e ci stritola
in ogni giorno che passa correndo,
sembra quasi che ironico scruti e ci guardi irridendo.
E davvero non siamo più quegli eroi
pronti assieme ad affrontare ogni impresa;
siamo come due foglie aggrappate ad un ramo in attesa.
"The triangle tingles and the trumpet plays slow"...
Farewell, non pensarci e perdonami
se ti ho portato via un poco d'estate
con qualcosa di fragile come le storie passate.
Forse un tempo poteva commuoverti
ma ora è inutile, credo, perché
ogni volta che piangi e che ridi non piangi e non ridi con me





















































Postato da: Mullmuzzler a 14:52 | link | commenti (2) |

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