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trilli

si ringrazia per la preziosa collaborazione camì, autrice dei disegni e di molto altro

si sono persi in

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lunedì, novembre 29, 2004

Mari aperti senza fine
irti muri di confine

Deux Heures De Soleil



Postato da: Mullmuzzler a 22:32 | link | commenti (4) |
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domenica, novembre 28, 2004

La leggenda del pianista sull'oceano

 

Tutta quella città

Non si riusciva a vederne la fine

La fine

Per cortesia

Si potrebbe vedere la fine

Era tutto molto bello su quella scaletta

E io ero grande

con quel bel cappotto

Facevo il mio figurone

E non avevo dubbi

che sarei sceso

Non c’era problema

Non era quello che vidi che mi fermò max

È quello che non vidi

Puoi capirlo?

Quello che non vidi

 

In tutta quella sterminata città c’era tutto tranne la fine

C’era tutto

Ma non c’era una fine

Quello che non vidi è dove finiva tutto quello

La fine del mondo

 

Tu pensa ad un piano forte

I tasti iniziano

I tasti finiscono

Tu lo sai che sono 88 e su questo nessuno può fregarti

Non sono infiniti loro

Tu sei infinito

E dentro quegli 88 tasti la musica che puoi fare

è infinita

Questo a me piace

In questo posso vivere

 

Ma se io salgo su quella scaletta e davanti a me si srotola una tastiera di milioni di tasti, milioni e miliardi

Milioni e miliardi di tasti, che non finiscono mai e questa è la vera verità, che non finiscono mai

quella tastiera è infinita

Se quella tastiera è infinita, allora

Su quella tastiera non c'è musica che puoi suonare.

sei seduto su un seggiolino sbagliato:quello è il pianoforte su cui suona Dio
Cristo, ma le vedevi le strade?

Anche soltanto le strade, ce n'erano a migliaia, come fate voi laggiù a sceglierne una
A scegliere una donna

Una casa, una terra che sia la vostra,

un paesaggio da guardare,

un modo di morire
Tutto Quel mondo addosso che nemmeno sai dove finisce

E quanto ce n'e'
Non avete mai paura, voi, di finire in mille pezzi solo a pensarla, quell'enormità, solo a pensarla? A viverla...
Io ci sono nato su questa nave. E vedi anche qui il mondo passava, ma a non più di duemila persone per volta.

E di desideri ce n'erano anche qui, ma non più di quelli che ci potevano stare su una nave tra una prua e una poppa.

Suonavi la tua felicità, su una tastiera che non era infinita.
Io ho imparato a vivere in questo modo.

La terra, è una nave troppo grande per me.

E' una donna tropo bella.

E' un viaggio troppo lungo.

E' un profumo troppo forte.

E' una musica che non so suonare. non scenderò dalla nave.

Al massimo posso scedendere dalla mia vita. In fin dei conti è come se non fossi mai nato. Sei tu l’eccezione. Solo tu sai che io sono qui. Sei una minoranza. Non ti resta che adeguarti.







Postato da: Mullmuzzler a 20:50 | link | commenti (4) |
deliri

sabato, novembre 27, 2004

estrema casualità, attimi di indecisione. Un tentativo fallito ed eccolo qui il risultato

http://ww.splinder.com/

Postato da: Mullmuzzler a 14:07 | link | commenti (6) |
deliri

foto maggiore dimensione

Kodak ISO 400 b/w C41

Divertitevi voi a capire di cosa stiano parlando

Postato da: Mullmuzzler a 00:51 | link | commenti (4) |
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giovedì, novembre 25, 2004

nothing is impossibile

Postato da: Mullmuzzler a 23:00 | link | commenti (4) |
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