
Inizio a scrivere poi la penna fa presto.
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Chicchirichì, galletto zoppo.
Chicchirichì: chi l'ha azzoppato?
Chicchirichì, le tre formiche.
Chicchirichì: dove son ite?
Chicchirichì, son ite al bagno.
Chicchirichì: che arte fanno?
Chicchirichì, fanno la tela.
Chicchirichì: che c'è per cena?
Chicchirichì, c'è l'insalata.
Chicchirichì: chi l'ha portata?
Chicchirichì, l'ho portata io.
Mangiala tu che non la voglio io.
Genova è una città morta.
Non serve aver creato spazi verdi, aver restituito bellezza e splendore a zone grigie e spoglie. A cosa servono gli schizzi di Piazza deFerrari o il prolungamento decennale della Metropolitana? Sono solo lifting, bypass per una città che ha il cuore vecchio. Un cuore che ha visto tutto quello che avrebbe desiderato vedere: splendore e grandezza. Miseria e umiliazione sono solo conseguenze della sua chiusura.
La natura ha fatto in modo che si evitasse di costruire un'altra Grande Muraglia, ci sono i gran monti che tengono lontano scocciatori. Finchè i monti vennero bucati, trivellati, spianati e l'immensa macchina dell'ingegno arrivò fin nel cuore. Così decisero all'unanime di morire. Lo avrebbero fatto lentamente. Malvagi al pensiero. Non avrebbero cibato i propri figli della cultura che aveva reso Genova La Superba. Sarebbe rimasto un segreto agli occhi stupiti di tutti. Da conservare lontano da sguardi indiscreti, da far addormentare e infine annegare nel mare che giornalmente La sveglia.
Così di notte sogno di scappare lontano. Sono stanco. Stanco di vivere in una città che non offre quanto potrebbe. Stanco della chiusura mentale di tutti. Stanco di una città morta.
" Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. e non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo. "....
....
Così il piccolo principe addomesticò la volpe. E quando l'ora della partenza fu vicina:
" Ah! " disse la volpe, " ..piangerò ".
" La colpa è tua ", disse il piccolo principe, " io non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi... "
se ne stava inmmobile.
muto non rideva.
muto pensava.
muto quel silenzio in testa che non lo lasciava dormire.
Non ci sei, ma è come se ci fossi (.... o forse è il contrario?)
Deserti di parole
estesi giorni
scivolano via,
come biglie silenziose
sopra lo scorrere
in discesa
del tempo.
E il cuore tace, nè soffre,
salutando una nostalgia,
così familiare da essere compagna,
ad ogni nuovo nascere
del giorno.